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          SULLE VIE DEL BLUES

testi  e regia Lorenzo Costa
con gli attori Federica Ruggero Lorenzo Costa

e con  Davide Serini  (chitarra),  Danilo Parodi (basso), Mauro Mura (batteria)

"Bobby Soul" Alberto Debenedetti (voce)
  

Il termine BLUES ha a che fare col significato dell'aggettivo inglese blue, ed è connesso all'associazione tra il colore blu (cyanos - blu in greco- significa pallido) e un senso di nostalgia e tristezza tipico della musica afro-americana, così com'essa era percepita dall'orecchio di uditori europei.

"Avere i blues" è una condizione melanconica e il genere musicale  - che deriva dallo spiritual, una forma di canto devozionale e dalle canzoni di lavoro degli schiavi di colore -   caratterizza lo status e la cultura delle popolazioni nere americane Il blues, nella semplicità della sua struttura musicale, è arrivato fino a noi anche perché ha prodotto una gran varietà di sottogeneri, ognuno con le sue caratteristiche peculiari: il Rock & Roll, il Boogie Woogie e il  Rhythm and Blues. Questo spettacolo-concerto  ricostruisce una breve storia del Blues, attraverso la musica, la parola, l’immagine.

Non vuole essere solo un piccolo contributo alla nascita di un genere musicale, ma tocca anche  il tasto dolente del razzismo.

Due attori e quattro musicisti, si muovono all’interno di una sorta di pinacoteca dove troneggiano le immagini di alcuni tra i più significativi personaggi che hanno fatto grande questo genere musicale. Gli attori-ciceroni raccontano fatti e leggende che hanno contribuito a mitizzare gli uomini del blues, e si soffermano, come se si volessero calare in un’altra dimensione, a parlare di razzismo in una sorta di angolo della poesia. Raccontano con leggerezza, ricorrendo ad aneddoti  e interagiscono fra di loro e con i musicisti, i quali sottolineano i momenti salienti della recita con i loro strumenti per restituire in modo poetico ed evocativo la testimonianza  di questa arte.   



 

 

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